La Legge 40 non è una legge cattolica ma ha i suoi meriti.

Se diamo uno sguardo alla cultura dominante sui temi della vita, ci rendiamo conto di trovarci spesso davanti ad una cultura di morte. Una cultura che offende e banalizza la vita, fatta di frottole ben confezionate.

La causa di tutto ciò è quel relativismo etico che si concretizza in quel “ fai quel che ti pare” e che diventa un valore assoluto. E ha come suo slogan l’affermazione: “ i cattolici non impongano la morale sulla vita a chi cattolico non è”. Non rendendosi conto che uno dei principi della laicità e di uno Stato laico è la difesa del diritto alla vita. La vita non ha appartenenze, né un credo religioso, tantomeno un colore politico.

Un relativismo etico che usa linguaggi falsi e ambigui, evitando chiaramente quelli giusti. La 194 ad esempio parla di Interruzione Volontaria di Gravidanza e non di aborto, parla di donna e non di madre, questo implicherebbe chiamare il feto figlio, invece si chiama “prodotto del concepimento”.

La Legge 40 si chiama “Procreazione medicalmente assistita”, ma qui non c’è nessuna procreazione bensì fecondazione, e non è neanche medicalmente assistita, perché il medico non assiste ma “opera” la fecondazione.

Questa Legge è stata definita la legge dei cattolici. Niente di più falso. Questa legge non rispetta tutte le indicazioni del diritto naturale e non è conforme in tutti i suoi punti alle esigenze della morale cristiana. Per un cattolico l’unica legge etica accettabile sarebbe quella che vieta la fecondazione artificiale, sia omologa che eterologa, dato che la tecnica comporta una perdita di vite inaccettabile.

Ma rappresenta concretamente la "migliore" possibile, rispetto alla precedente anarchia della “provetta selvaggia”. Ha il merito di aver colmato un vuoto legislativo, che permetteva ogni tipo di abuso contro la vita umana nella sua fase embrionale e contro la dignità del rapporto.

Prima di questa legge la donna veniva sottoposta ad una super stimolazione ovarica, cioè ad un massiccio bombardamento ormonale, tale da liberare circa 10/15 ovuli. Tutti questi ovuli venivano fecondati e si ottenevano 15 embrioni.
Il vuoto legislativo aveva creato una grande fioritura di centri di fecondazione (in proporzione sei volte di più di quanti ce ne sono nei paesi anglosassoni) perché quando non c’è un limite tutto diventa tecnicamente lecito.

E’ superfluo poi affermare che dietro tutto questo c’era una vera e propria macchina economica: la donna che ricorreva alla tecnica doveva sottoporsi ad una media di 4/5 tentativi e ognuno dei quali poteva costare anche 15.000 euro. Una vera speculazione sulle coppie che vivevano il dramma della sterilità.

La Legge 40 è particolarmente apprezzabile soprattutto per l'affermazione contenuta nell'articolo 1 secondo cui il concepito (esatto termine da usare quando ci si riferisce ad un essere umano)-embrione è un soggetto di diritto anche da un punto di vista giuridico: è la prima volta che accade in termini così chiari in un testo normativo. E’ importante sottolineare questo aspetto, perché l’embrione in questa legge diventa un soggetto che ha un peso giuridico, quindi dei diritti e non semplicemente una tutela che invece si riferisce alle cose. E’ considerato uno di noi, un membro del genere umano e dunque con piena dignità.

Questa Legge inoltre prescrive che tutta la pratica medica sia basata sul consenso informato della donna e della coppia, presupposto di qualsiasi scelta libera e responsabile. E prevede la gradualità nell’uso delle tecniche. Una volta fatta la diagnosi si valuta il ricorso a terapie mediche e/o chirurgiche e solo qualora non siano risolutive c’è la fecondazione artificiale. Non dovrebbe essere la prassi normale? Ora lo è, o almeno dovrebbe, ma prima non era così.

Introduce dei divieti che tutelano l’embrione rispetto ad alcuni abusi possibili nelle tecniche di riproduzione assistita: il divieto di utilizzo degli embrioni a fini di ricerca, di crioconservazione, di selezione pre-impianto, di “distruzione”, di clonazione, di fecondazione artificiale eterologa, di riproduzione in menopausa o post mortem.

Quali sono invece le accuse che i laicisti muovono alla Legge 40?

Viene definita una legge oscurantista che favorisce il turismo procreativo.

Non si dice però che la legge venne approvata dal New York Time, avviando un dibattito per rivedere la loro legge alla luce della nostra.

Viene apostrofata come una legge contro la salute della donna.
Falso. La salute della donna era molto più a rischio prima della Legge perché bisognava produrre molti più ovuli da fecondare, il dosaggio ormonale era più alto e più pericoloso. Alcune donne sono morte a causa di questo.

Viene etichettata come una Legge contro il progresso scientifico.
E qui il discorso cade sulle cellule staminali embrionali. Fino ad oggi non c’è ancora uno studio che attesti guarigioni in seguito all’utilizzo di embrionali, mentre quelle adulte danno risultati già da diversi anni.

Il divieto dell’analisi pre-impianto.
Prelevare due cellule su un embrione che ne ha 6/8 per farne una biopsia vuol dire che una buona parte degli embrioni muore, un’altra parte sviluppa anomalie dovute alla biopsia, e nella restante parte non si possono comunque escludere patologie genetiche perché a quel livello di sviluppo non possono essere diagnosticate. Per non parlare di tutte le implicanze eugenetiche che ne deriverebbero.

Infine l’accusa è che i tre embrioni limitano la possibilità di successo della gravidanza. Falso anche questo, perché tutte le statistiche affermano che tre è il limite massimo per ottenere la massima resa.

Gli inganni fraudolenti verranno sempre smascherati perché reggono su gambe traballanti e speriamo che reggano sempre meno.

Concludo affermando che ogni ricerca scientifica, ogni sperimentazione, deve sempre tutelare i diritti dei soggetti coinvolti, compreso l’embrione, che per la sua inalienabile dignità non può essere immolato per la ricerca, e nemmeno per salvare altre vite. La vita umana, come afferma la filosofia da millenni, non può mai essere considerata un semplice mezzo per ottenere uno scopo, per quanto esso sia nobile.

5 commenti:

sudorepioggia ha detto...

Sono generalmente favorevole alle Legge 40. Credo che sia molto importante che alcune affermazioni siano ben documentate, precise e viste nel loro complesso (es. "molte donne sono morte" per la terapia ormonale), meglio ancora referenziate. Non perché non ti creda, ma perché ogni imprecisione indebolisce l'argomento. E sto dalla parte del concepito.
Ciao
S&P

terry ha detto...

Ciao sudorepioggia, giusta osservazione.
L'Agenzia Agi del 14 gennaio divulga la notizia che una donna di Sciacca (Agrigento)- perché è in corso il processo in cui i medici sono accusati di omicidio colposo - è morta ne 2004in seguito ad una eccessiva stimolazione ovarica(ne parlò anche il Corriere della Sera il 21/4/2004). In quello stesso anno 197 donne hanno subito la stessa malattia che ha provocato la morte della donna di Sciacca; 360 donne hanno subito complicanze di carattere medico; altre 1.913 donne hanno intrapreso una gravidanza che si è interrotta spontaneamente (in alcuni casi sicuramente anche con gravissimi rischi di carattere fisico). Le donne ritenute dagli stessi medici correre un certo rischio di contrarre la sindrome da iperstimolazione ovarica (tanto da interrompere ogni trattamento) sono state 2.450.
Ma ci sono anche altri casi di morte, come quella di una donna finlandese, e quelle in cui i medici riescono sempre a trovare delle scappatoie per assolversi.
un abbraccio
terry

Anonimo ha detto...

Ciao terry un post molto chiaro. In giro c'è troppa confusione su temi che riguardano la vita. La legge 40 alla fine rimane l'unica alternativa a mali peggiori.
federica

Paolo ha detto...

Semplicemente approvo dalla prima all'ultima parola...

terry ha detto...

grazie fede, grazie paolo per il vostro sostegno.
un abbraccio

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