Ma di quale diritto parliamo??

Vi propongo una breve notizia apparsa ieri sul Messaggero che mi ha lasciata veramente allibita.

Il prossimo 10 dicembre delle organizzazioni pro-abortiste, presenteranno all'Assemblea generale dell'Onu una petizione per far includere (pensate un po’) l'aborto nei diritti universali dell'uomo.

Mi chiedo veramente a quale deriva giungeremo?!

Moltissime chiaramente le reazioni, tanti i commenti, a favore e contro…voi cosa ne pensate????


9 commenti:

gabriella ha detto...

ciao.
la nostra società è in evoluzione.
quale sia la direzione non riusciamo a capirlo bene.
alcuni eventi ci rendono manifesta la situazione di una popolazione mondiale in cui ognuno grida alla liberazione da ogni dogma, da ogni limite morale. Così facendo, si ha l'impressione che il capisaldo della dignità umana venga ignorato come se , appunto, non debba essere considerato un capisaldo. perchè altrimenti ci troviamo ancora a discutere circa la liceità dell'aborto umano? Significa che per molti è più importante il diritto alla propria libertà che non il diritto alla vita umana. E per questo si deve avere una garanzia legale che permetta di non pensare alla vita intrauterina come vita umana esistente. Non so, mi pare che le assemblee delle più alte intellighenzie mondiali non siano in grado di esprimere il giudizio universale circa la vita umana. Pertanto, sarebbe corretto rispettare il pensiero delle "minoranze" in attesa di una chiarezza globalmente accettabile intorno alle questioni della vita umana.
un saluto
gabi

terry ha detto...

Gabi condivido iltuo pensiero. Quello che dici è giusto in fondo la storia contribuisce alla formazione della morale e la comprensione dell'uomo di ciò che è bene e ciò che è male ha di per sé un’evoluzione. I diritti naturali dell’uomo sono in realtà una grande conquista culturale del secolo scorso. Prima c'era più schiavitù, più emarginazione e meno dignità per le persone con handicap ad esempio, anzi più che curarli li si sopprimeva. Solo che secondo me si sta alienando il senso di questo diritto, proprio come dicevi tu..la libertà diventa il bene assoluto e non più la vita umana. E' questa la frattura che a mio avviso sembra insanabile!Oggi l'uomo si sente padrone assoluto di se stesso e anche della vita dell'altro. Questa pretesa di governare la vita sta producebdo però ben altre schiavitù.
Ciao un abbraccio

gabriella ha detto...

cara teresa,
quale è mai il principio che giustifica il dovere di rispettare la dignità della vita umana?
homo homini lupus: rimane una verità filosofica attuale.
per quanto ci sforziamo di sollevare l'animo dell'animale uomo rimaniamo sconcertati noi stessi dalla difficoltà che facciamo per inseguire il senso della nostra vita.
che dici?

terry ha detto...

Bella doamanda gabi:-) Per me il principio è solo uno e cioè che la vita è un dono!! Però non sbagli quando dici che facciamo fatica ad inseguire il senso della nostra vita..perchè in un certo senso essa oltre ad essere un dono è anche una conquista. E' una conquista perchè noi non siamo ancora gli esseri che Dio desidera noi diventiamo.
Un abbraccio:-)

gabriella ha detto...

la vita un dono...
lo sai che questa definizione inizia a lasciarmi un po' insoddisfatta?
quanti di noi apprezzano sempre i doni che vengono fatti?
definire la vita come un dono inizia a sembrarmi non del tutto soddisfacente, perchè lascia comunque spazio alla libera interpretazione di un dono magari non gradito...
certo, il pensare che non si possa decidere per gli altri, che ognuno abbia il diritto di decidere se il dono è gradito oppure no, lascia spazio al poter affermare che non ci si deve sostituire a nessuno a riguardo e dunque non si sostengono atteggiamenti violenti nei confronti degli altri simili.
però, rimane il fatto che definire la vita un dono può deresponsabilizzare chi della vita si fa concreatore. la vita è un dono, ma sono sempre gli esseri umani e le donne in particolare che devono decidere se dare spazio al dono della vita per un altro essere...
non so , credo ci sia bisogno di una maggiore riflessione attorno alla definizione di dono della vita.
un saluto
gabi

terry ha detto...

Gabi capisco quello che vuoi dire,ma se non consideriamo la vita come un dono (e quì la fede non centra nulla)tutto viene ridotto al rango di utilità in cui tutto si scarta e si esclude..come una merce. La vita ha un valore per il solo fatto di esistere..ma capisco che non per tutti è così.
La nostra società infatti dovrebbe porre tutte le sue energie a favore della vita e non della morte e aiutare chi in preda alla disperazione vuole morire..
Se poi la vogliamo mettere anche su un discorso di fede, Dio ci chiederà sempre "Dov'è Abele tuo fratello?"
Un abbraccio

Anna ha detto...

Grazie Terry della visita.
Bello il tuo blog!
Ti metto anch'io tra i preferiti!
Ciao

Reginadistracci ha detto...

Le potenti lobby abortiste che condizionano l'Onu e l'Unione europea nascondono i loro reali propositi dietro parole nobili come:
"pro choice", "salute riproduttiva" ecc. In realtà a quella gente non interessa salvaguardare la libertà di scelta, e tantomeno vogliono discutere sul concetto di vita. Esse mirano soltanto alla riduzione della popolazione mondiale e all'estinzione delle "razze inferiori". Basti pensare che negli Usa le campagne abortiste fra la popolazione nera sono finanziate dai razzisti bianchi, ex membri del Ku Klux Klan. Dunque l'aborto è un'arma di distruzione di massa nelle mani dei razzisti e dei seguaci delle false teorie di Malthus, secondo cui per il bene dell'economia bisogna ridurre la popolazione. In realtà gli effetti di quaranta anni di malthusianesimo li vediamo oggi, con la spaventosa crisi economica. Aspetto ancora che qualcuno scriva "Il libro nero del malthusianesimo".
Ciao,
Reginadistracci

terry ha detto...

Ciao reginadistracci condivido la tua riflessione. E' assolutamente così la nostra società per quanto progredita non si è allontanata dal pensiero di Malthus. Quelli che per lui un tempo erano i poveri e quindi anche i bambini, da eliminare a causa di un insostenibile aumento demografico, per noi lo sono i feti.
Qualcosa del genere l'ho affermato anche nel post sull'eugenetica, di fatti Galton sicuramente in quanto inglese venne a conoscenza delle idee di Malthus, come lo fu lo stesso Darwin, e di conseguenza Hitler che applicò il tutto nel campo politico.
Siamo in una società in cui i lupi sono travestiti da agnelli..e purtoppo non tutti lo sanno o non vogliono saperlo.
Un abbraccio.
Terry

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