“Nel 2008 – si legge in un comunicato del Movimento per la vita (Mpv) - i Centri e i Servizi di aiuto alla vita attivi su tutto il territorio erano 315, dodici in più rispetto all’anno precedente (quando erano stati 303). Questi centri, nel solo 2008, hanno sottratto all’aborto almeno 14mila bambini. Sommando questo numero a quelli che sono stati registrati a partire dal 1975, anno di fondazione a Firenze del primo Centro di aiuto alla vita, si ottiene che i bambini complessivamente nati grazie all’azione del volontariato per la vita vadano ben oltre i 110 mila. L’azione dei Cav passa attraverso la vicinanza e la compagnia alla donna in difficoltà per una gravidanza difficile o non desiderata. (…)
Un’assistenza particolarmente laboriosa visto che ogni donna si presenta almeno dieci volte nel corso di un anno ad un Centro e che quasi il cinque per cento di gestanti assistite ha potuto usufruire di ospitalità o in case di accoglienza, o presso famiglie o in case in affitto. Le prestazioni assistenziali fornite - ed estese non solo alle gestanti - sono state decine di migliaia, soprattutto: aiuti in natura, in danaro, assistenza psicologica e morale e assistenza sociale e medica. Le gestanti assistite grazie all’intervento di Progetto Gemma sono state oltre mille”.
Il “Progetto Gemma” consiste nel versare una somma minima di 160 euro per 18 mesi tramite il CAV locale (che vi aggiunge, nei limiti delle sue possibilità, tutti gli aiuti necessari al singolo caso). Lo schema è quello delle adozioni a distanza, infatti lo slogan del “Progetto Gemma” è: “Adotta una mamma, salva il suo bambino”. Insieme a questo progetto c’è un importante servizio di carattere nazionale: il “Telefono Verde”. Il numero verde (800813000) è un unico servizio nazionale, attivo 24 ore su 24, destinato a ricevere telefonate di donne nel dubbio di una decisione che le angoscia, ma anche segnalazioni di amici, parenti, quando una prospettiva di aborto è già concreta e magari pianificata. Il telefono, oltre a cercare le soluzioni per risolvere i problemi, consiglia il contatto con il CAV più vicino o comunque più capace di prendere in carico con competenza, umanità e professionalità la situazione presentata.
L’originalità dei CAV - dice Carlo Casini, presidente del Mpv - consiste nel proporre proprio quella alternativa specifica all’aborto che la legge 194 dice di desiderare, ma che non ha affatto strutturato, promosso e, tanto meno, realizzato. Per questo l’esperienza dei CAV,a trent’anni dalla legge 194, può offrire indicazioni preziose per una rivisitazione del testo, specialmente della sua prima parte, che, a parole, dovrebbe disegnare anche una prevenzione post-concezionale dell’aborto. 100.000 bambini aiutati a nascere sono pochi rispetto alla terribile cifra di quasi 5.000.000 di aborti.
Tuttavia, il valore anche di una sola vita umana merita impegno, tanto più se esso, com’è nello stile dei CAV, si svolge accanto alla madre, insieme alla madre, per restituirle la libertà di non abortire e mantenerle quel coraggio e quella fiducia in se stessa, che sono segni caratteristici della giovinezza.Se gruppi costituiti da poche persone, dotate di pochi mezzi hanno potuto ottenere risultati così significativi è provato che assai più imponenti potrebbero essere i risultati se a servizio della vita fosse messa la forza dell’intera organizzazione statale con tutte le sue articolazioni.








