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Il "tele-aborto"

Sono stati scritti fiumi di parole sulla RU486, e anche io ne ho parlato abbondantemente, per cui non mi ripeto sulla pericolosità di questo farmaco per la salute della donna. Né mi ripeto sulla mia contrarietà all’aborto. Quello che mi preme sottolineare oggi è come l’umanità banalizzi sempre di più la vita. Lo so non ho certo scoperto l’acqua calda.
Ma cosa succede se negli Stati Uniti cresce il numero di medici che si avvalgono del diritto di “obiezione di coscienza” rifiutando esplicitamente di eseguire operazioni dedite all’aborto o l’interruzione della vita umana??? Dunque medici che non banalizzano la vita???
Semplice, si inventa il modo per bypassarli!!!!
Come?
Ecco spiegato l’arcano: la Planned Parenthood (ONG pro-aborto) per sopperire a tale mancanza ha deciso di usare Internet, (webcam e teleconferenze) come mezzo di somministrazione della RU486.
Qualcuno lo ha già battezzato “tele-aborto”. E come dargli torto...non c’è che dire questi “umani” ne sanno una più del diavolo!!!!
In altri casi la futura "no-mamma" è introdotta in una stanza dove il dottore appare in uno schermo (un video registrato off-line) e spiega la procedura per l’aborto. Dopo la breve teleconferenza, la RU486 è prescritta. La paziente preme un pulsante (dunque senza nessuna analisi e/o esame) sul computer, ed ecco che e apre un cassetto dove è contenuta la pillola abortiva.
Cosa importa se solo nei primi sei mesi, dopo la legalizzazione della RU486 nella primavera del 2006, la FDA aveva già registrato: 6 decessi; 9 persone in fin di vita; 232 ricoveri; 116 trasfusioni di sangue; 88 casi d’infezione!?
Qui in Italia ci stiamo incamminando sullo stesso sentiero. Ma non è mai tardi per imparare dagli errori!!!!

Ru486: è stata approvata nonostante i vari dubbi e perplessità


All’indomani del via libera all’uso della Ru486 nei nostri ospedali, ad opera dell’Agenzia italiana del farmaco viene spontaneo chiedersi a chi giova tutto questo??!!

Il bollettino medico che l’accompagna è tutt’altro che rassicurante. Perché alle già tante perplessità etiche si sommano quelle sanitarie, riconosciute dagli stessi produttori, (29 decessi di donne che l’hanno usata).

Con quanta faccia tosta e con la coscienza apposto, molti possono affermare che l’aborto chimico è semplice e leggero, come spesso viene propagandato. I vari e numerosi dossier delle autorità sanitarie internazionali parlano di emorragie, infezioni, forti dolori e di una mortalità della donna dieci volte maggiore dell'aborto chirurgico ( Ho già affrontato l’argomento diverse volte su questo blog).

Gli specialisti poi, affermano che a livello psicologico l’elaborazione del lutto, dopo l’assunzione della Ru486, è più pesante che negli altri casi. Perché? Semplice: con l’aborto chirurgico, infatti, è il medico ad effettuare l’interruzione della gravidanza, in quello chimico è la stessa madre che somministra al bambino la dose letale. E ne è ben cosciente. Senza considerare che la legge 194 non prevede l’aborto “fai da te”.

Questa pillola lungi dall’aiutare la donna a compiere una scelta di vita, rischia di ricacciarla in quella solitudine e sofferenza che pure si dice di voler combattere.

Però così come dicono molti si esce dall’oscurantismo che la Chiesa impone all’Italia e si diventa veri membri della società civile. Se questa è la civiltà preferisco essere una dei tanti oscurantisti che lottano ancora per la difesa della vita, soprattutto di quella di chi non ha voce per difendersi.

RU486: come si mette in vendita un farmaco così sospetto?

Sembra che sia arrivato il momento anche per l’Italia della RU 486, la pillola abortiva che sta creando non poche polemiche. Avevo già parlato qualche post fa della Ru e dei su rischi per la salute delle donne.

Oggi il dibattito su di essa si fa acceso perchè secondo le stime dovrebbe essere commercializzata entro la fine dell'estate. A tal proposito vi propongo un interessante intervento del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, apparso su il Giornale.it

La tanto discussa pillola abortiva, la Ru 486, sta per essere commercializzata anche in Italia, mentre i preservativi entrano nelle scuole superiori di Roma con tanto di distributori automatici. Una rivoluzione etica e culturale che coinvolge la sfera sessuale di donne e giovani. Ma il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, rifiuta le iniziative, inutili o pericolose. Tanto che sulla Ru 486 lancia la sua battaglia di trasparenza. "Quella pillola non è sicura. Ci sono state troppe morti sospette e le donne devono saperlo". Ma il ministro Ferruccio Fazio ne ha annunciato la commercializzazione entro la fine dell'estate. "Ha solo fatto una previsione sui tempi dell’Aifa, l’ente di farmacovigilanza. Non ci sono divergenze tra noi". Lei però ha sollevato un problema di sicurezza.

"La casa farmaceutica che produce la pillola ha confermato 29 morti di persone che l’hanno usata". Come si mette in vendita un farmaco così sospetto? "Me lo domando anch'io. Infatti ho chiesto un parere tecnico dall'Aifa". Ma fonti informali dicono che la Ru ormai entrerà nei circuiti di vendita: è già stato stabilito il prezzo. "Ho già chiesto all'Aifa di rendere pubblica la procedura di approvazione della pillola abortiva. Voglio la massima trasparenza, per far capire alle donne a che cosa concretamente vanno incontro quando scelgono l'aborto farmacologico".

Sente puzza di bruciato? "Trovo pesante che si proceda come se niente fosse. Inoltre, in queste statistiche di decessi non ci sono dati provenienti da Cina e India, dove la Ru è molto diffusa". Quindi, secondo lei, le morti sono di più? "Le donne quando vanno ad abortire sono molto fragili e difficilmente fanno causa se qualcosa va male, un po' per motivi psicologici, un po' per pudore. Anche i familiari sono restii a denunciare il caso se una donna muore. Inoltre si è diffusa la convinzione che abortire in questo modo sia espressione di modernità, di emancipazione".

Così si muore e i medici insabbiano? "In California sono state smascherate diverse morti sospette solo dopo che il padre di Holly Patterson, una diciottenne deceduta dopo aver usato la Ru, è riuscito a vincere la sua battaglia legale. In un altro caso, il marito di una donna morta a causa della pillola, è riuscito a provare il nesso solo dopo un'autopsia privata". Ma perché si spalleggia tanto l'aborto farmacologico? "La mia impressione è che sia un farmaco con una pesante valenza ideologica. E in Italia il suo rischio potrebbe essere valutato in modo meno obiettivo rispetto ad altri farmaci. Invece, non vanno fatte ipoteche ideologiche. Qui c'è di mezzo la salute delle donne".

Cosa ne pensa dei distributori di condom nelle scuole? "I preservativi si trovano dappertutto. Credo che non sia il modo giusto di affrontare l'emergenza educativa tra i giovani".E quale sarebbe il modo giusto? "Aiutare la famiglia a riacquistare la sua capacità educativa che si è fortemente indebolita". Non sarebbero utili i corsi di educazione sessuale nelle scuole? "Questa è una visione statalista. Non si può sostituire un rapporto di relazione e fiducia tra figli e genitori con un corso in cui si spiegano cose che i ragazzi magari già sanno. Il problema è più sottile, è l'educazione alla responsabilità, anche in campo sessuale, che va svolta all'interno della famiglia".

ABORTO: INTERROGAZIONE BIPARTISAN, GOVERNO SI ASSUMA SUE RESPONSABILITA' SU RU486

L'arrivo della pillola abortiva anche nel mercato italiano, su cui deve giungere il via libera definitivo da parte dell'Agenzia del farmaco che si dovrebbe avere per venerdì, porta gli schieramenti politici a chiedere un’interrogazione parlamentare bipartisan. Vi propongo qui di seguito l’articolo di Agenzia

Roma, 16 dic. - (Adnkronos) - "L'Aifa si sta pronunciando sull'autorizzazione, sull'uso e sulla commercializzazione della Killpill, pur essendoci seri dubbi sugli effetti della stessa sulla salute della donna. Ecco perche' il Governo si deve pronunciare con chiarezza assumendosi tutte le responsabilita' del caso". E' quanto hanno affermato gli esponenti del Pdl Alessandro Pagano, Isabella Bertolini, Laura Bianconi, insieme a quelli della Lega Massimo Polledri e Laura Molteni ed a Luca Volonte' dell'Udc. "Il Governo -hanno aggiunto- non puo' restare indifferente e sposare una linea di soft rispetto ai tanti dubbi scientifici, oltre che morali sull'utilizzo della Ru486. L'interrogazione a risposta urgente -concludono- presentata nei due rami del Parlamento, sottoscritta in modo bipartisan, oltre alla tutela della vita nascente mira a tutelare la salute della donna gravemente minacciata dalla pericolosita' di questo strumento di morte, come testimoniano le numerose prove scientifiche".

MI RIVOLGO A LEI SIGNOR CAPRICCIOLI

Sono veramente amareggiata e infastidita nel leggere alcune notizie. Ma se non si è d’accordo con l’Istruzione Dignitas Personae..amen..qual'è il problema? Ma che motivo c’è però di far dire al documento quello che non dice e di apostrofare gli autori con affermazioni negative?

Ognuno combatta la propria “battaglia” ma in modo pacifico e nel rispetto reciproco, ognuno secondo le proprie idee. Altrimenti di quale democrazia parliamo?

Mi scusi signor Capriccioli dell’Associazione Coscioni, ne ho lette alcune di notizie, ma quella che mi ha trovata più contrariata è proprio la sua, per cui mi rivolgo a lei. Viaggiamo su linee e valori diversi, non condivido i suoi ma li rispetto. Oggi però non mi va di tacere, voglio risponderle su questo blog.

Vorrei ricordarle alcune cose importanti: la Chiesa è sempre stata in prima linea nel primato della coscienza individuale , nello schierarsi dalla parte dei più poveri e dei più deboli che si chiamino feto o embrione, di parlare di conflitti sociali, di affermare il valore della pace e della non violenza, e di sostenere la scienza nell’ambito di una ricerca che sia a favore della vita.

Non mi pare che la Chiesa abbia mai affermato da Gesù in poi, né oggi né ieri, che la donna sia un contenitore senza autonomia, come lei ha affermato, mettendosi nel pensiero della Chiesa in riferimento alla Ru486. Io sono una donna di fede e la mia testa sa discernere le cose autonomamente!!! Né mi sembra che “i clericali si stiano stracciando le vesti” affermando che la pillola sia “un aborto fai da te”, come lei ha ha espressamente detto.

Se la Chiesa denuncia un “aborto fai da te” in riferimento alla Ru486 è nel suo diritto farlo e non mi ripeto sulla pericolosità di questa pillola già affermata in un mio post, perché la morte di tante donne che l’hanno assunta parla da se.

Caro signor Capriccioli lei e la sua Associazione lottate per la ricerca e fate bene! Anche la Chiesa e gli uomini di fede spingono per la ricerca!!! Solo che lei ha un concetto diverso della vita e della sua dignità. Infatti la sua Associazione per avvalorare le proprie idee parla di vita, di persona, di dignità, di libertà, tutte parole nate in ambito cristiano però ne fa un uso secolarizzato. Per carità non è colpa sua se la secolarizzazione le ha svuotate del loro significato, infatti anche se ne fa un uso improprio non per questo gliene faccio una colpa.

Abbiamo idee diverse perché abbiamo una visione diversa dell’uomo, noi lo cogliamo nel mistero di Cristo!!
Il valore della vita per un cattolico non deriva da ciò che un uomo fa, ma dal semplice suo esistere e dalla sua relazione con Dio. Per cui il corpo non è semplice oggetto, o materia biologica, ma è la condizione stessa del suo essere persona.La Chiesa fa bene a porre l'attenzione sulle questioni vita e morte, perché rientra nel suo Magistero e nel compito affidatole da Cristo.

Vada avanti con le sue idee, ma per portarle avanti eviti di accusare chi la pensa in modo diverso da lei!!
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La Ru486

Quando si parla della Ru486 (pillola abortiva) e si vuole incoraggiare a promuoverla basta dire che essa è per la libertà della donna e che la donna ha il diritto di poter scegliere. Qui ritorniamo ad un discorso già affrontato e cioè che non esiste il diritto ad abortire né nella legge naturale né l’ordinamento italiano ammette un diritto incondizionato all’aborto, quindi sfatiamo una volta per tutte i soliti luoghi comuni. Può sembrare spietato dirlo soprattutto considerando la sofferenza di tante donne che arrivano a questa decisione, ma se di giurisprudenza vogliamo parlare esso è solo una licenza ad uccidere..in quanto appunto “ legale". A mio avviso sono due cose ben diverse.


Ma parliamo della Ru486 ormai è pacifico affermare che questa pillola provoca dei rischi mortali, problemi fisici e psicologici notevoli. “Dal momento in cui assume la Ru 486, la donna non sa quando, dove, come e se abortirà: il 5% circa espelle l’embrione fra il primo e il secondo farmaco. L’80% lo espellerà entro 24 ore dal secondo farmaco, cioè entro i primi tre giorni dall’inizio della procedura, e un 12-15% nei quindici giorni successivi. Le altre avranno bisogno di un intervento chirurgico per aborto incompleto o perché la gravidanza è continuata.” (Scienza&vita)

I problemi fisici poi sono legati a dolori addominali, crampi nausee, emorragie (possono durare in media 9 giorni) cefalea e vomito. Oltre a problemi psicologici nel vedere il feto. Secondo uno studio il 56% delle donne in seguito alla vista del feto avrebbe continui e forti incubi e flashback.

Ad oggi sono 16 i decessi riconosciuti, ma non si hanno dati certi. Tutto è partito dalla denuncia di un padre di una diciottenne americana, che ha permesso la scoperta di altre morti. Oggi negli Stati Uniti la Ru486 viene chiamata “kill pill”, mentre in Inghilterra la “horror pill”. Non è superfluo affermare che questa pillola abortiva ha un tasso di mortalità per la donna che è di 10 volte superiore rispetto all’aborto chirurgico.

Quindi “considerare la Ru486 come la novità clinico-scientifica che rende l’aborto meno traumatico non corrisponde al vero – afferma Luigi Frigerio, direttore del repartodi ostetricia degli Ospedali riuniti di Bergamo, presidente della sezione lombarda della Società italiana di ginecologia - : dagli studi che abbiamo analizzato si tratta piuttosto di un farmaco poco maneggevole, molto oneroso da gestire, che invece di alleviare le sofferenze della donna, come si vuol far credere, le amplifica”.

La sua liberalizzazione non solo lascia la donna più sola che mai, ma a quel punto non c’è più nessuna prevenzione e soprattutto nessun controllo ospedaliero, perchè l’aborto si risolverebbe tra le mura domestiche (anche se in Italia dovrebbe avvenire in una struttura ospedaliera, ma si sa fatta la legge trovato l’inganno).

Chi spinge per la Ru486 o davvero non sa di cosa parla, oppure lo sa fin troppo bene. Infatti chi spinge da una parte è la casa farmaceutica e dall’altra la stessa classe medica, perché in questo modo ci si libera dall’ingombrante peso di quei piccoli corpi dilaniati.

Chiudo affermando che l’opera paziente di quanti hanno combattuto per stanare le mille bugie diffuse intorno a questo veleno chimico, hanno sicuramente contribuito a placare le urla dei sostenitori dell’aborto veloce, indolore e a misura di donna.

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