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VITA


Vita.
Donata.
Da chi
per noi
prova
il bene
più grande.

Intensa.
Breve.
Venduta.
In cambio
di morte.
Sottratta.
Senza rispetto
a chi
ancora
desiderava
vivere.



Preziosa.
Per chi
la vive
giorno
per giorno,
attimo
per attimo.

Fragile.
Per chi
ha l'animo
invaso
dalla malinconia,
dalla tristezza,
dalla disperazione.
Per chi
vorrebbe
farla finita
adesso.

Ma guardiamoci
per un attimo
intorno...
Proviamo
per un istante
a leggere
negli occhi
di chi
porta
il segno
di un male
incurabile...
E insegue
la vita,
come il cuore
insegue
l'amore...



Come chi
sà di morire
ma vorrebbe
vivere!
Allora
Forse
Capiremo
che cosa
è la vita...



La vita è
Dietro
ogni foglia
che vola
nel vento...
E' nel canto
di un uccellino...
E' nella
Gioiosa
risata
di un bambino...

La vita
la senti
nelle carezze
di tua madre...
E' negli sguardi
di tuo padre...
La vita è
quel raggio
di Sole
che ti abbraccia
la mattina...



E' nel chiarore
della Luna
che ti culla
la sera...

E' nell'aria
che respiriamo...
E' nel Mondo
che gira
intorno a noi...
La vita è
nel coraggio
di dire
"Voglio vivere!"


Di Gregorio Mariagrazia

DAMMI, SIGNORE, UN'ALA DI RISERVA

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.

Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra, la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche tu non vuoi volare senza di me.

Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te.

Perché vivere non è “trascinare la vita”, non è “strappare la vita”, non è “rosicchiare la vita”.
Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento.
Vivere è assaporare l’avventura della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come te!

Ti chiedo perdono per ogni peccato contro la vita.

Anzitutto, per le vite uccise prima ancora che nascessero. Sono ali spezzate. Sono voli che avevi progettato di fare e ti sono stati impediti. Viaggi annullati per sempre. Sogni troncati sull’alba.

Ma ti chiedo perdono, Signore, anche per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi. Per i voli che non ho saputo incoraggiare. Per l’indifferenza con cui ho lasciato razzolare nel cortile, con l’ala penzolante, il fratello infelice che avevi destinato a navigare nel cielo. E tu l’hai atteso invano, per crociere che non si faranno mai più.

Aiutami ora a planare, Signore.

A dire, terra terra, che l’aborto è un oltraggio grave alla tua fantasia. E’ un crimine contro il tuo genio. E’ un riaffondare l’aurora nelle viscere dell’oceano. E’ l’antigenesi più delittuosa. E’ la “decreazione” più desolante.

Ma aiutami a dire, anche, che mettere in vita non è tutto. Bisogna mettere in luce. E che antinatale non è solo l’aborto, ma è ogni accoglienza mancata. E’ ogni rifiuto del pane, della casa, del lavoro, dell’istruzione, dei diritti primari.

Antinatale è la guerra: ogni guerra.
Antinatale è lasciare il prossimo nel vestibolo malinconico della vita, dove “si tira a campare”, dove si vegeta solo.

Antinatale è passare indifferenti vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria, della solitudine, della sofferenza. E si è persuaso di non essere più degno di volare con te.

Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o piccolo Gesù, un’ala di riserva.
don Tonino Bello

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