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Obama sotto attacco, vescovi ed economisti criticano il presidente

l'Occidentale

Grosse nubi si addensano sul prossimo incontro tra Obama e papa Benedetto XVI. L'episcopato cattolico statunitense è sul piede di guerra. Dopo aver riaperto la corsa alla ricerca sulle staminali embrionali, Obama minaccia di abrogare l'obiezione di coscienza del personale sanitario, che potrebbe costringere medici e infermieri cattolici a dover praticare l'aborto.

C'è stata una levata di scudi dei vescovi Usa e il cardinale di Chicago, Francis Eugene George, ha detto che bisogna evitare a Obama di far slittare "il nostro Paese dalla democrazia al dispotismo".
Le parole del cardinale sono state rilanciate dall'Osservatore Romano. "Il rispetto per la coscienza dell'individuo e per la libertà religiosa" ha detto il porporato, sono principi irrinunciabili per "evitare ogni forma di oppressione". Questi principi rappresentano dei valori condivisi della società americana, "abbiamo bisogno di regole legislative per garantire la libertà di coscienza e di religione".

Secondo Monsignor William Francis Murphy, vescovo di Rockville Centre (NY) e presidente del Comitato per la giustizia interna e lo sviluppo umano dell'episcopato Usa, "l'abrogazione delle norme sull'obiezione di coscienza solleva una questione importante perchè tali regolamenti concernono la protezione di diritti umani, diritto di coscienza e diritto di libertà di religione. Tutti dovrebbero preoccuparsi per il tentativo di abrogare le regole che garantiscono tali diritti. Se i diritti anche di una singola persona possono essere abrogati, anche i diritti di ognuno di noi potrebbero essere in pericolo".

Ma oggi Obama è finito nel mirino anche della sinistra americana. "Obama sbaglia", ha titolato Newsweek che nella copertina di questa settimana ritrae un preoccupato Paul Krugman, il premio Nobel per l'economia 2008, che si era opposto "lealmente" ai piani di Obama per il rilancio della economia. Oltre al fuoco di fila dei vescovi c'è anche la fronda liberal. Gli economisti progressisti hanno criticato l'acquisto dei titoli tossici ("soldi in cambio di spazzatura") e il britannico Financial Times ha dato voce alla protesta.

Robert Reich, l'ex ministro del lavoro di Bill Clinton, ha descritto il segretario del Tesoro Geithner come "un prigioniero" di Wall Street, sottolineando il collegamento tra Paulson e Geithner, cioè tra l'impostazione dell'ultimo Bush Henry Paulson e quella della amministrazione attuale. Secondo un altro Premio Nobel, Joseph Stiglitz, il piano Obama "somiglia a una rapina contro il popolo americano".
La blogosfera, gli editorialisti dei grandi giornali, l'accademica, l'intero mondo liberal accusa il trio Obama-Geithner-Summers, di prendere ordini dai finanzieri che hanno portato gli Stati Uniti in bancarotta. Prima degli attacchi dal fronte degli economisti liberal, la settimana scorsa c'erano state le incursioni del New York Times: lo stesso Krugman, Frank Rich e Maureen Dowd, Thomas Friedman, tutti a polemizzare sulle scelte economiche e di politica estera del presidente.

La libertà di uccidere i bambini è targata Obama!!

La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ha lanciato in questi giorni una campagna per posta elettronica esortando il Congresso Americano a mantenere le politiche a favore della vita. Il messaggio esorta i senatori e i rappresentanti a “mantenere le attuali leggi contro il finanziamento e la promozione dell'aborto”.

Nel 2002 venne firmata una storica legge la “Born Alive Infant Protection Act” che obbliga i medici a salvare la vita dei sopravvissuti a un aborto. La legge venne scritta da Hadley Arkes, docente di di Istituzioni americane, nonché filosofo ebreo, a questa legge Obama votò contro. Questo ci fa capire immediatamente qual è il punto di vista del cristiano protestante Presidente degli Stati Uniti.

Nel 2004 invece il senatore Obama, sponsorizzò una legge per stabilire il diritto di abortire come diritto assoluto (chiamata FOCA, Freedom of Choice Act) ma non incontrò l’approvazione del Congresso. Ora che Barack è presidente e le due Camere sono saldamente controllate dai Democratici, la proposta sarà ripresentata in questi giorni e le possibilità che possa passare sono notevoli.

Se questo dovesse accadere, Obama rischia di perdere subito 624 ospedali cattolici che i vescovi degli Stati Uniti minacciano di chiudere.

Tra le varie rivoluzioni che Obama vuole portare avanti, c'è anche quella di eliminare la “conscience clause”, ovvero la clausola varata sotto l'amministrazione Bush che permette ai medici di appellarsi all'obiezione di coscienza in caso di contrarietà alle pratiche abortive.

Ora, la possibilità che la Casa Bianca decida di eliminare la clausola varata da Bush, accende ancora di più gli animi.

Ad aiutarlo e sostenerlo in tutto questo, sarà Kathleen Sebelius, scelta da Barack Obama, qualche giorno fa, come nuovo ministro della sanità e i servizi umani. Un nome su cui si concentrano le critiche dei gruppi pro-life statunitensi: cattolica ma favorevole all'aborto anche fino al nono mese, sostenitrice anche della ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Ricordiamo che Obama appena insediato ha finanziato le organizzazioni che propagandano ed impongono l'aborto come metodo di riduzione delle nascite nei Paesi del Terzo Mondo.

La firma di Obama sul Freedom of Choice Act, permetterà a tutte le donne di abortire in ogni momento della gravidanza, in qualsiasi Stato e ad ogni età, anche al di sotto dei 18 anni.Inoltre verrebbe tolta la legge sull'aborto a nascita parziale, che definisce un reato partorire un bambino vivo e ucciderlo alla nascita e la possibilità come dicevamo, ai medici di appellarsi all'"obiezione di coscienza" per rifiutarsi di eseguire aborti.

Per chi non ne fosse a conoscenza vi spiego per benino cos’è l'aborto a nascita parziale. E’ una tecnica abortiva praticata in età gestazionale avanzata (7/8/9 mesi di gravidanza): viene fatto girare il bambino in modo podalico (rivolge verso la cervice uterina i piedi, sta con la testa verso l'alto e con i piedi verso il basso) si causano contrazioni espulsive e lo si estrae fino a che il corpo è completamente fuori. Rimane nel ventre materno solo la testa. A questo punto si pratica un foro alla base del cranio, si inserisce una sorta di aspiratore, si aspira la materia cerebrale e si fa nascere una bambino morto.

E se le parole non dovessero bastare ripeto il concetto attraverso delle immagini prese da questo sito segnalatomi qualche tempo fa da Anna Vercors.

"Questa è la tecnica dell’aborto a nascita parziale praticato negli USA dal quarto mese fino alla fine della gravidanza.


Guidato dagli ultrasuoni, l’aborzionista afferra una gamba del bambino con il forcipe.



La gamba viene tirata attraverso la vagina, verso l’esterno.





L’aborzionista estrae il corpo del bambino eccetto la testa. Normalmente il bambino si dimena.




Con le forbici l’aborzionista perfora il cranio del bambino all’altezza del foro occipitale. Poi allarga le forbici per ingrandire il foro.






Le forbici vengono estratte e si inserisce un tubo collegato a una pompa aspirante.
Il cervello del bambino viene risucchiato dalla pompa. Il cranio viene infine estratto dall’utero e il bambino rimosso.




Testimonianza
"Stavo in piedi accanto al medico e l’osservavo eseguire un aborto a nascita parziale su una donna incinta di sei mesi. Il battito cardiaco del bambino era chiaramente visibile al monitor a ultrasuoni.

Il medico fece uscire il tronco e le braccia del bambino, mancava soltanto la testa. Il corpo del bambino si muoveva. Le sue piccole mani erano chiuse. Con i piedi scalciava.

Poi il medico prese delle forbici e le infilzò dietro la testa del bambino, le braccia del bambino reagirono con uno spasmo, come quando un bambino pensa di cadere. Poi il medico aprì le forbici, e conficcò nel foro un tubo aspirante di potenza che risucchiò il cervello del bambino. Il corpo del bambino era ormai completamente floscio.

Non sono mai più ritornata alla clinica, ma il volto di quel piccolo bambino mi perseguita. Era il volto più perfetto e angelico che avessi mai visto."

Sono le parole di Brenda Pratt Shafer, che venne assegnata a una clinica per aborti dalla sua agenzia di collocamento per personale sanitario.
La Shafer era favorevole alla libera scelta fino al giorno in cui vide coi suoi propri occhi la brutalità di questa procedura mostruosa. Altre tecniche abortive sono altrettanto raccapriccianti.

Non so quanto per Obama e i suoi (democratici ) questa pratica sia normale prassi, a me invece sembra terrificante e abominevole.

Il bambino a 8 mesi è vivo e vegeto e anche chi nasce prematuro a 6/7 mesi ha oggi la possibilità di sopravvivere normalmente.

Allora: è esagerato chiamare tutto questo OMICIDIO?

I mostri chi sono??? I cattolici (cioè gli ingerenti nella vita pubblica come dicono alcuni) che cercano di proteggere chi non può difendersi???

Se un medico aspira il cervello ad un bimbo vivo ma ancora nell'utero, che cos'é?

Bush il guerrafondaio non era arrivato a tanto. Ci voleva il cristiano protestante Obama per avere negli Stati Uniti la libertà di uccidere i bambini.

Con il Freedom of Choice Act si finanzierà l'aborto parziale!

Vi propongo un articolo apparso ieri in “L’OCCIDENTALE – orientamento quotidiano” molto molto interessante. Aiuta a comprendere, per chi non ne fosse a conoscienza, cosa sia il "Freedom of Choice Act" in riferimento all'aborto. Potrebbe sembrare da questo ennesimo post che io voglia attaccare ancora una volta il neopresidente Obama, ma non è così, il mio è solo amore per la verità e per la vita, e ogni volta che ci sono attacchi alla vita indifesa come in questo caso, non esito a denunciarlo.

Con il "Freedom of Choice Act" si finanzierà l’aborto a nascita parziale
Nel 2007 il candidato Obama annunciò che se fosse stato eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, tra le prime mosse, avrebbe firmato il Freedom of Choice Act che garantisce la massima libertà di aborto, e che avrebbe ratificato la legge sull’“aborto a nascita parziale” o interruzione di gravidanza tardiva, giudicata un reato sotto la presidenza Bush ma che Bill Clinton, messo sotto pressione del fronte abortista americano, aveva avallato.

Il Freedom act consente a tutte le donne “residenti in qualsiasi Stato e ad ogni età, anche al di sotto dei 18 anni”, di “abortire in ogni momento della gravidanza”. Se il primo caso (aborto in fase di avanzato stadio) è di per sé condannabile in quanto soppressione di una vita umana, il secondo, l'“aborto a nascita parziale”, che è sostanzialmente la stessa cosa perché è praticato anche nell’ottavo o nono mese di gestazione, è esecrabile e disumano. Esso consiste in una tecnica in cui viene fatto girare il bambino fino a renderlo podolico, si provocano contrazioni espulsive e lo si estrae fino a che il corpo è completamente fuori, ma rimane nel ventre materno solo la testa. A questo punto si pratica un foro alla base del cranio, si inserisce una sorta di aspiratore e si aspira la materia cerebrale. In questo modo si fa nascere un bambino morto.

Il principio, o se vogliamo, il fine di pratiche come questa non è poi troppo lontano da quello che andava predicando lo zoo-etologo Ernst Heackel, il teorico della futura socialdemocrazia tedesca, che nel XIX secolo parlava esplicitamente di “liceità dell’eutanasia su bambini handicappati e invalidi (cfr. Brass e, “L'origine dell'uomo e le falsificazioni di Haeckel”, Editrice Fiorentina, 1910). Un principio riveduto e corretto dai guru dell’eugenetica e dell'utilitarismo contemporaneo del calibro di Ronald Dworkin, James Watson e Francis Crick: se sei "imperfetto" vai a farti benedire. Il primo, in “Il dominio della vita” (Einaudi, 1993), sostiene che “l’uccisione razionale dei più deboli può essere un metodo per migliorare il valore specifico della specie umana”; i secondi sono quelli che nel 1953 descrissero per primi la struttura del codice genetico, noto con il termine Dna, e che vanno terrorizzando le madri che hanno qualche parente gay o down. Sono queste le leggi che vorrebbe riproporre Obama? Se questo non è omicidio, rimane solo da sparare il bambino alla nascita.

E se questi sono i piani di Obama in politica interna, sono sufficienti per fare i conti con il cinismo del personaggio. Dire che sia ipocrita è poco. Ha giurato sulla Bibbia e questi sono i risultati. Forse stavolta Francesco Cossiga non si sbaglia quando afferma che "Obama imbroglia gli americani”. E’ il prototipo dell’uomo di potere cinico e che non crede in nulla. “Passata la festa gabbato lo santo”, come si dice dalle nostre parti.

Francesco Pugliarello
26 Gennaio 2009

MA SIAMO SICURI CHE OBAMA SIA IL NUOVO SALVATORE?

L’insediamento di Barack Obama, 44mo presidente degli Stati Uniti, il primo presidente afro-americano, ha mobilitato quasi 2 milioni di persone alla cerimonia di insediamento.

Le élites culturali americane ed internazionali, ce l’hanno presentato in questi mesi, come una specie di salvatore del mondo e la sua vittoria come una rivoluzione di portata planetaria, un evento destinato a cambiare la storia dell’umanità.

Due considerazioni: la sua non è stata una vittoria di misura ottenendo solo il 52%. In più questa volta c’era un enorme vantaggio aggiuntivo, dovuto alla impopolarità del presidente uscente.

Non voglio parlare della marea di denaro, che ha utilizzato per la sua campagna, né per il super spot da 30 minuti alla vigilia del voto (insulto inaccettabile tanto alla miseria mondiale quanto all’intelligenza degli americani), né che è andato ad Harvard, né che è l’espressione del sistema politico e punta al vertice di un mondo modellato sugli interessi delle corporation, quindi un politico abile arrivato al culmine di una piramide sociale e politica alla cui base vivono gli afroamericani, no vorrei invece riflettere un attimo sulle aspettative.

Perché le aspettative su di lui rimangono elevatissime? Sono tali perché come ha spiegato il Papa nella sua ultima enciclica non si può vivere senza speranza; in effetti il mondo di oggi è senza speranza, ma ne ha un disperato bisogno.

Dunque Obama è il Salvatore del mondo, alias il nuovo Messia!?

Bè l’atmosfera mistica già da principio avvolge il personaggio: come disse Hillary Clinton in un suo intervento, "il cielo si aprirà, la luce divina ci illuminerà, i cori celestiali non smetteranno di cantare, ciascuno di noi saprà che dovrà fare la cosa giusta e il mondo sarà finalmente perfetto"; lo stesso Obama durante una cena elettorale aveva ufficialmente (e simpaticamente) smentito di essere nato in una mangiatoia.

Scusate non vorrei sembrarvi impopolare, ma per un cristiano, questa attesa messianica delle masse fa un po' "paura": il Salvatore del mondo è già venuto, ed è uno solo; gli altri, o sono dei "ciarlatani", o sono figli di Satana. Purtroppo, le anticipazioni che abbiamo letto sulle intenzioni del nuovo re del mondo - aborto libero (per la pianificazione delle nascite), ricerca sugli embrioni e famiglia, neopaganesimo ecologista - emanano effettivamente una sinistra luce anticristiana.

Mi auguro di sbagliarmi, ma sinceramente credo che la delusione a cui andranno incontro i tanti che sperano in lui, sarà enorme. Perché questa vittoria riguarda soltanto la borghesia e, contrariamente a quanto vorrebbero farci credere, non è di nessuna “comunità nera” né degli strati più poveri della società e neanche delle pretese “classi medie”. Infatti non cambierà in niente la sorte delle diecine di milioni di proletari e di sfruttati.
I mezzi di informazione hanno già iniziato a smontarlo, e il dubbio serpeggia tra i suoi sostenitori meno emotivi; ma le masse si aspettano ancora da lui la pace nel mondo, il superamento delle disuguaglianze e il ritorno del benessere: in una parola, il paradiso in terra. Purtroppo, più le aspettative sono elevate, maggiore è il contraccolpo.

Un’ultima annotazione: se per caso Obama riuscisse a "salvare" la sua gente, lo farebbe sulle spalle del resto del mondo. E anche quì nulla di nuovo sotto il sole.

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