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I rischi della Fecondazione artificiale

"Roma, 22 mar. (Adnkronos Salute) - Più rischi di difetti alla nascita per i bimbi in provetta. Labbro leporino e problemi al palato, difetti alla valvola cardiaca e anomalie all'apparato digerente tra i problemi più diffusi. Ma anche più pericoli per il piccolo di dover fare i conti con malattie genetiche, tra le quali spicca la sindrome di Angelman, causa di ritardo mentale.

Così la Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea) del Governo britannico intende avvertire le coppie che si apprestano a sottoporsi a una tecnica di fecondazione assistita dei maggiori pericoli per il futuro bebè, che si attestano, per alcuni difetti alla nascita, fino al 30% in più rispetto ai piccoli concepiti naturalmente. Non è ancora chiaro quale siano i motivi che sembrerebbero mettere maggiormente a rischio i 'figli della provetta'. Alcuni esperti sostengono che i farmaci utilizzati per stimolare l'ovulazione inciderebbero negativamente sulla qualità degli ovuli che verranno fecondati. Altri addetti ai lavori, invece, puntano il dito sull'età delle donne - mediamente più alta - che decidono di sottoporsi a queste tecniche".

Purtroppo non sono solo questi i problemi legati alla fecondazione artificiale, non bisogna dimenticare anche la salute della donna che in alcuni casi subisce la rottura delle tube, dell’utero, o la sindrome da iperstimolazione ovarica e le gravidanze plurime. Per non parlare di tutte le problematiche sociali e psichiche che si verificano all’interno della coppia.

Nessuno può negare alla donna il desiderio di essere madre. Ma è giusto per sopperire all'infertilità, o per altre ragioni meno urgenti, ricorrere alla fecondazione artificiale esponendosi senza alcuna garanzia fisica e sociale (fortunatamente la Legge 40 - di cui parlerò nel prossimo post - dà alcune garanzie che altre Leggi selvagge non danno) alle tecniche manipolatorie senza fine e ai gravi rischi derivanti dalle medesime?

Non è forse più lecito invece esternare il proprio desiderio materno riversandolo sui tanti bambini abbandonati o bisognosi?

Il desiderio di essere madre è essenzialmente un atto d’amore e una funzione sociale, non un'esclusiva su un prodotto.

Aspiranti mamme e papà "ordinate" i vostri figli

Una clinica statunitense, la Fertility Institutes di Los Angeles, - di Jeff Steinberg, pioniere della fecondazione assistita negli anni '70 - promette agli aspiranti mamme e papà di “ordinare” i figli come li desiderano. I genitori avranno la possibilità di selezionare i tratti fisici del nascituro, dal colore degli occhi a quello dei capelli. Bambini su misura dunque, e allora che si scateni la fantasia: alto o basso? Biondo o moro? Occhi azzurri o scuri?

Il primo bimbo dai tratti selezionati nascerà il prossimo anno. La tecnica utilizzata è la diagnosi genetica preimpianto, la stessa che si usa per selezionare l’embrione prima di essere impiantato nell’utero.

Tante le polemiche, anche in Europa, numerosi esperti si chiedono se sia moralmente giusto utilizzare la scienza con questi fini.

Riflettiamo brevemente: tutto questo non riduce un bambino in una merce che si può trasformare, scegliere o rifiutare se non piace? Non è favorito da coloro che hanno soldi, interessi o capricci per giocarsi la vita degli altri come già avviene? A mio avviso non è un atteggiamento giusto, in quanto non è questo il modo per avere una famiglia e sicuramente questo puro egoismo porterà ad un maggior numero di aborti nel caso di errori.

Fecondazione, società mediche: "Seme dal marito in coma, un illecito"

Vi propongo un articolo apparso su agenziaDIRE a proposito della donna che vuole concepire con lo sperma del marito in coma. Il prelievo di liquido seminale e' stato effettuato qualche giorno fa dal ginecologo romano Severino Antinori sull'uomo ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia. Tra un mese se la cosa dovesse procedere la donna inizierà l'iter della tecnica di stimolazione. Non esprimo (per ora) i miei giudizi personali, vi propongo semplicemente quello che dicono sette società scientifiche impegnate sul tema della fertilità.

"Ancora una volta: e ancora sulla pelle dei pazienti, dei medici e degli embriologi che si occupano di fecondazione assistita". Sette società scientifiche impegnate sul tema della fertilità, prendono posizione sul caso della donna che verrà fecondata con il liquido seminale del marito in coma. Il Centro studi conservazione ovociti e sperma umani (Cecos), la Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams), la Società italiana della riproduzione (Sidr), la Società italiana di embriologia riproduzione e ricerca (Sierr), la Società italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (Sifes-Mr), la Società italiana di fisiopatologia della riproduzione (Sifr) e la Società italiana ospedaliera sterilità (Sios) ritengono che "la notizia non rappresenta nessuna novità tecnica o scientifica".

Ancor peggio, però, "vista alla luce delle disposizioni della legge 40/04, è semplicemente un illecito. La legge, infatti, stabilisce chiaramente che deve essere prodotto e firmato dalla persona interessata un consenso informato, almeno di sette giorni precedente alla crioconservazione di cellule riproduttive e, nel caso di trattamenti volti all’ottenimento di una gravidanza (tecniche di Pma), il consenso deve essere somministrato e sottoscritto da entrambi i coniugi".


"Se– continuano le società scientifiche-, come leggiamo, un giudice ha autorizzato il prelievo di spermatozoi, intanto avrà prodotto le sue motivazioni, ma è cosa diversa dal procedere alla fecondazione degli ovociti e al trasferimento degli embrioni. Posto che, tra l’altro, la legge stabilisce che 'il liquido seminale non è e non può costituire patrimonio' e che per poter accedere alle tecniche di Pma è necessario documentare l’incapacità a procreare di uno o entrambi i coniugi.

Vorremmo sottolineare– chiudono gli esperti- visti i parallelismi con il caso Englaro già riportati dalla stampa, che nel caso in questione esistono chiare e precise disposizioni in una legge (la legge 40/04) che è una tra le più restrittive del mondo e non ha bisogno, come già si legge nei commenti, di ulteriori limitazioni. Comprendiamo e condividiamo il dolore di questa famiglia, non condividiamo il rendersi protagonisti anche in situazioni così drammatiche e delicate per procurarsi visibilità".

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